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08.06.2020

  • 10 giu 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

10.06.2020

Ci sono persone in grado di prendersi un posto nel cuore di molti.

Don Saverio era una di quelle, e per noi “Amici della Musica” non è stato diverso.


Il suo è ritagliato già nelle prime righe del nostro atto costitutivo:

«l’anno millenovecentonovantanove, il mese 8 del mese di aprile in Brugnera (PN),

frazione Tamai, via S. Margherita 10, presso l’oratorio parrocchiale […]

sono presenti i signori […] BRAVIN don SAVERIO, sacerdote».


Presente, sempre, sin dal nostro primo giorno, e non parliamo solo di quello ufficiale.

Ha aperto le porte della sua casa e della sua famiglia acquisita, la sua comunità per creare un posto anche per la musica e per la nostra banda.

Per definire il suo rapporto con il nostro gruppo non è sufficiente dire che è stato uno dei fondatori, né che ha fatto parte del consiglio direttivo. Tutto sta in una breve e densa definizione: “Padre spirituale”.

Per chi ha qualche capello grigio in più era un amico o un fratello, per tanti un padre, per i più giovani quasi un nonno che li aveva visti crescere. Per tutti uno di famiglia, o padre spirituale in senso ampio.

La tonaca da monsignore, troppo formale per un uomo in grado di stare in mezzo alla sua gente, l’abbiamo vista indosso poche volte: alle riunioni del consiglio stava seduto sulla sedia, gli avambracci posati sul tavolo (lui sempre seduto al lato corto, come un patriarca che consiglia le nuove generazioni) e nei mesi più freddi la coppola tra le mani.

Il suo sacerdozio, la sua incrollabile fede semplice, e cristallina, il suo carisma, amplificavano la sua umanità e la sua capacità di parlare al cuore più che alla testa delle persone. Anche in mezzo a quelli più laici tra noi ha sempre saputo ritagliarsi un luogo in cui i valori superano lo spazio di una parola e diventano azione, ricordandoci sempre che l’amore per la musica può creare una comunità.

Non ha mai mancato di mostrarci il suo sostegno, né il suo entusiasmo durante questi 22 anni.

Ci mancherà vederlo seduto in prima fila ai nostri concerti, la sua risata affabile, i tanti aneddoti e i suoi interventi: sorrisi delicati, parole semplici, senza sovrastrutture e così dirette verso ognuno di noi da essere in grado di farci sentire tutti importanti nel nostro fare musica e farlo insieme, tra amici, quelle che gli hanno fatto parlare per tanti anni a così tanti tra noi in questa comunità.

La sua passione per i giovani era contagiosa, inarrestabile: sapeva coglierne le potenzialità prima di molti altri e sapeva sottolineare la loro importanza come singoli e come gruppo. Aveva la capacità di sostenere le persone, i progetti, i luoghi dove farli incontrare e crescere. Non mancava mai di mostrare entusiasmo per i ragazzi della scuola di musica e i loro progressi che “sono tanti se suonano tutti i giorni” e “ce n’è qualcuno che vuole suonare l’organo che un giorno in chiesa ci sarà bisogno?”. I giovani del suo oratorio erano per lui una gioia e una comunità unita e riunita anche un suo grande merito.


Ci sono persone che quando abbandonano questa terra lasciano un vuoto enorme e che mantengono un posto nei nostri pensieri e nei nostri cuori e continuano a vivere nei respiri tra le nostre note.

Don Saverio è una di loro e noi, suoi Amici nella Musica lo vogliamo ricordare.



Il Presidente con il Consiglio Direttivo, i musicanti e tutti i soci degli "Amici della Musica"

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