DISCORSO DI INIZIO ANNO
- 23 gen 2020
- Tempo di lettura: 3 min

di Lisa Ragagnin
23.01.2020
Gentili soci, collaboratori, musicanti delle bande amiche, sostenitori,
È questo il terzo anno in cui, in veste di presidente del nostro complesso bandistico, è mio compito portare un augurio personale e a nome del nostro consiglio direttivo, in occasione del tradizionale concerto di inizio anno.
Questi passati tre anni sono stati caratterizzati da numerosi cambiamenti che hanno di fatto mutato l’immagine della nostra realtà, tra i quali mi sento di sottolineare la nuova direzione artistica affidata al M° Monica Giust.
Varie sono le attività che ci hanno visto coinvolti: in parte ormai appuntamenti fissi per la nostra banda, altri invece che possiamo definire “nuove esperienze”.
Molto del lavoro che abbiamo portato avanti e di cui posso ritenermi estremamente soddisfatta non è così apparente, tuttavia impegna tutti i nostri musicanti e collaboratori in maniera pregnante: si tratta della capacità di perpetuare con costanza lo spirito di amicizia e condivisione, passione per la musica, valore fondante di questa realtà.
Tra i nostri obiettivi per questo triennio c’era certamente quello di “uscire” dalla zona di comfort che ci eravamo ritagliati per mostrare che l’evoluzione dell’ambiente bandistico riguarda anche noi. Siamo in grado di adattarci ai tempi moderni, di mostrarci in vesti differenti, di fare cultura in maniera qualitativa. La direzione artistica del M° Giust ne è una prova, così come l’esperienza dello spettacolo dedicato al Piccolo Principe.
Volevamo renderci più visibili e presenti all’interno del nostro territorio, dando la priorità alla scelta di manifestazioni ed interventi all’interno del nostro comune, anche sostenendo il nuovo corso dettato dalla Commissione Cultura, cui il nostro vice presidente Domenico Lollo aveva partecipato negli anni passati, legato ancora di più dalla possibilità di contare ora tra le sue fila il nostro direttore.
Volevamo creare maggiori sinergie con altre realtà associative per mostrare quanto il tessuto del volontariato già presente possa solo rafforzarsi nella collaborazione e con questa creare costanti nuovi stimoli di crescita. Uno degli esempi è stato lo spettacolo portato in scena insieme alle voci bianche del Coro Contrà Camolli a cavallo tra la fine del 2019 e l’inizio di questo nuovo anno.
Volevamo impegnarci concretamente affinché la realtà bandistica provinciale di cui siamo orgogliosi di fare parte fosse condivisa e conosciuta anche qui. Per questo ogni anno abbiamo dato la nostra disponibilità per organizzare una serata della rassegna provinciale qui a Tamai.
Possiamo dirci soddisfatti di questo nostro impegno che abbiamo portato avanti e che vogliamo continuare orgogliosamente a porci come obiettivo futuro.
I valori che hanno guidato la nascita e la storia della nostra realtà bandistica non si limitano al pensiero, ad un’opzione passiva. Il nostro pensiero è base solida per l’azione e con questo cogliamo l’opportunità di fare qualcosa che credo fermamente essere più grande di un insieme di note: creare emozione, fornire occasioni di aggregazione, spunti di riflessione, formazione culturale di ampio respiro (dall’attività didattica riservata
alla nostra scuola di musica, sino ai progetti nelle scuole primarie che contiamo di poter riportare in auge a breve, sino al più diretto ascolto della musica nelle nostre piazze).
La musica ha da sempre avuto la capacità di unire riferimenti apparentemente distanti a livello culturale, religioso, sociale, di genere. La capacità di raccontare la realtà e insieme di far evocare mondi fantastici. È una livella incredibilmente immediata e diretta, rivolta a chiunque. È universale e universalmente si rinnova tirando le fila di un mondo pieno di evoluzioni e stimoli differenti.
Siamo orgogliosi di poter contribuire a questo piccolo, ma costante cambiamento, di poter mostrare che anche in questa realtà si può fare cultura e si può fare musica. Si possono formare giovani ad un’arte così affascinante, talvolta complessa, ma completa e così totalizzante, in cui lo studio del singolo non è sufficiente, ma deve essere messo in pratica insieme ad altri per produrre un risultato valido. L’impegno di tutti in questa nostra missione può fare la differenza e l’esibizione cui abbiamo assistito durante il concerto di inizio anno ne è la prova tangibile.
A tutti voi e al nostro complesso bandistico vorrei augurare proprio questo: la capacità di rinnovarsi e di farsi contaminare ogni giorno da tutto ciò che ci circonda, come fa la musica. Di farsi guidare dai propri valori e di portarli avanti con piccoli gesti, un passo alla volta, non come singoli, ma come gruppo. Come comunità.
Lisa Ragagnin
-
Fotografia di Roberto Viel - © tutti i diritti riservati






Commenti