DISCORSO DI INIZIO ANNO
- 17 feb 2019
- Tempo di lettura: 2 min

Abbiamo da poco terminato i festeggiamenti per il ventennale di fondazione del nostro gruppo, un evento che ci ha concesso di poterci interrogare sul nostro passato, sulle nostre radici associative e sul loro significato per il nostro futuro.
Ogni gruppo di persone è una società, più o meno in miniatura, alimentata dal nostro innato bisogno di ottimismo, buoni propositi ed incarnata nel profondo desiderio dei singoli appartenenti di potersi esprimere all’interno di una comunità.
Come singoli, immersi in un ambiente in costante movimento, talvolta sovrastati dai suoi paradossi, siamo alla ricerca più o meno consapevole di esperienze autentiche ed immersive che creino poche, essenziali realtà, universali nel tempo e nello spazio: l’interazione umana, l’umanizzazione, la convivialità. Una vera e propria connessione sociale.
Come gruppo, come piccola società in miniatura, abbiamo il compito di creare e mantenere un ambiente umano in cui ogni individuo abbia la possibilità di esprimersi, sentendosi al sicuro, libero, protetto e sostenuto nell’inseguire le proprie aspirazioni.
Il clima di amicizia che ci ha da sempre caratterizzato, viene amplificato in quello che è il nostro passato, il nostro presente, e che vogliamo sia il nostro futuro di associazione: l’avvicinamento di altre persone, in particolare dei giovani, alla musica, la loro formazione in questo ambito all’interno di un ambiente sicuro, effervescente, vivo, alimentato da un caleidoscopio di personalità e professionalità differenti.
Vorrei ringraziare il consiglio direttivo, i collaboratori e sostenitori, i musicanti, gli insegnanti della nostra scuola di musica, gli allievi e le loro famiglie, tutti coloro che ci sostengono e che contribuiscono con il proprio costante impegno attivo a rendere vivo questo nostro proposito di rendere la musica una base solida per la creazione di una cultura ampia, che completa e non sostituisce quanto le altre attività hanno da offrire, nonché la creazione di una società più grande della nostra, in cui l’interazione e l’armonia tra individui che suonano in sincronia, ognuno la propria parte, rende possibile la musica. E la vita.
Lisa Ragagnin





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